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Libri come antidoto ai danni dei tablet PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Adalberto Campagna   
Mercoledì 09 Luglio 2014 15:40

L'Accademia Americana di Pediatria raccomanda di leggere ad alta voce  i libri ai nostri bambini,  addirittura dalla nascita; questo perchè nei primi tre anni di vita il cervello è straordinariamente plastico e i processi di apprendimento particolarmente efficaci.
La capacità di intendere le parole è molto più precoce rispetto alla loro verbalizzazione; la voce, come la musica, non ha bisogno di competenze lessicali per trasmettere le vibrazioni del cuore. L'importante è scegliere la lettura a misura di quel bambino, del suo livello di maturità, della sua storia e della sua personalità.
Se vengono somministrati in giuste dosi e nei modi più opportuni, i libri costituiscono un efficace antidoto contro le distorsioni indotte  dai supporti digitali portatili.
Secondo studi condotti dai Pediatri americani, leggere libri per l'infanzia nei primi mille giorni di vita, concorre ad evitare problemi di apprendimento e comportamento scolastici. Le fiabe che possono sembrare antiquate per la generazione dei c.d."nativi digitali", non hanno tempo e, con la garanzia del buon esito finale, insegnano ad affrontare gli aspetti più crudeli della vita, senza smarrire la speranza nella bontà e nella giustizia. E' questo un passaggio importante, che merita di essere accolto favorevolmente e sostenuto affettivamente, perchè in tal modo  i bambini  imparano ad utilizzare il pensiero per elaborare e comunicare i vissuti negativi che possono turbare la loro vita.

( da Corriere della Sera, Luglio 2014- Silvia Vegetti Finzi, Psicologa)