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Abbandono e infanticidio nell'antica Grecia, nell'antica Roma e nel Medioevo PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Adalberto Campagna   
Mercoledì 08 Dicembre 2010 16:00

L'abbandono dei neonati, da sempre, ha costituito in tutto il mondo e in ogni epoca, una piaga sociale che non sempre ha trovato le giuste soluzioni: abbandonare un bambino significava aumentare le sue probabilità di morte precoce.

L'etica cristiana considerava l'infanticidio un grave delitto; per tale motivo, tutti coloro che volevano liberarsi di un neonato, preferivano abbandonarlo e non sopprimerlo.

Nell'antica Grecia, l'abbandono dei neonati era ammesso, tanto che questo,  col tempo, divento' pratica comune.

Molti erano i motivi per cui alcuni bambini venivano rifiutati dai genitori: problemi economici creati dal nuovo nato, la presenza di una malformazione fisica, l'essere il frutto di una violenza, di un incesto o di una relazione illecita.

Le femmine erano più abbandonate dei maschi in quanto destinate a diventare comunque  un peso per  la famiglia: se si sposavano infatti, dovevano essere fornite di dote; al contrario se rimanevano nella casa d'origine, avrebbero pesato gravemente sul bilancio familiare: la legge prevedeva addirittura che un padre potesse vendere come schiava la figlia diventata vergine "attempata".

Nell'antica Roma, i figli venivano abbandonati per le stesse cause e motivazioni dei greci, ma l'abbandono non era considerato delitto; i Romani, al padre che non voleva accettare il figlio come proprio, consentivano di portarlo ai piedi di una colonna ( la "columna lactaria"), affinchè fosse "esposto" all'attenzione e alla pietà di chi passava.

La " columna lactaria" sembra sorgesse nel Forum Holitorium, di fronte all' antico tempio della Pietà che , secondo Plinio il Vecchio, era stato costruito sul luogo occupato da un antico carcere e poi sostituito dal Teatro di Marcello.

Spesso ai piedi di questa colonna, la sorte che  attendeva i bambini abbandonati,  era la morte per fame o la schiavitù presso chi li raccoglieva.

Altri luoghi dove in genere i neonati venivano abbandonati, erano frequentati da uomini senza scrupoli chiamati "nutricatores" perchè si impossessavano degli innocenti abbandonati, li nutrivano servendosene poi per loschi commerci e pratiche superstiziose.

Le femmine venivano utilizzate nei lavori domestici, a volte vendute come schiave o destinate alla prostituzione; i maschi venivano avviati alle attività gladiatorie nei circhi o evirati per farne uomini dalle così dette  voci  "bianche"; addirittura la mutilazione dei piccoli abbandonati, non era considerata delitto nemmeno da filosofi come Lucio Anneo Seneca, poichè i bambini "esposti", non appartenevano a nessun censo.

E l'Imperatore Augusto inveendo con la nota esclamazione " per gli esposti sia gioia la morte e sia supplizio la vita", mostro' tutto il suo disprezzo nei confronti di questi sfortunati.

L'esposizione dei bambini diventò così frequente da attivare tra la popolazione addirittura la vendita di appositi panieri di vimini dove adagiare i neonati prima dell'abbandono.

Esisteva dunque una cultura della morte che ben rispondeva alle esigenze egoistiche di chi voleva liberarsi di un fardello indesiderato e imperversava nella società una scarsa attenzione ai bisogni di cure dei piccoli.

Tra il 1000 e il 1100,  sembra verificarsi un calo del fenomeno dell'abbandono con un netto aumento però nel corso del 1200.

Le cause erano sempre le stesse che nel mondo antico: in alcuni casi però l'abbandono si configurava con una scelta che i genitori facevano perchè costretti da malattie e miseria.

La società dell'epoca, attribuiva notevole importanza alla castità e alla fedeltà della donna, tanto che quella sposata, non esitava poi tanto a far sparire con ogni mezzo, la prova della sua libertà sessuale, pena la sua emarginazione o uccisione.

Nel tardo Medioevo, con la speranza di non recidere definitivamente il legame con il proprio figlio, fu pratica comune da parte di alcuni genitori, quella di porre nei vestiti del loro bambino, messaggi indirizzati all'istituto di destinazione o contraddistinguere gli abiti del piccolo con dei segni di riconoscimento ( stoffa ricamata, guanciale ornato).

A volte l'infanticidio assumeva l'aspetto di un incidente fortuito quale il soffocamento nel letto dei genitori; tali  morti erano così frequenti che, in caso di documentata colpa dei genitori, questi potevano essere sottoposti ad una penitenza di tre anni di digiuno o a pane e acqua.

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Gennaio 2011 16:55