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Il Pediatra nella società di oggi PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Adalberto Campagna   
Lunedì 20 Dicembre 2010 13:28

 

  Rotary Club di Grosseto, Gennaio  2003

(A. Campagna)

 

 

                                                                               logo rotary.jpg - 25.86 Kb                                

 

 

In una società sempre più complessa ed evoluta come quella che stiamo vivendo, dove il progresso scientifico e le trasformazioni sociali e culturali stanno continuamente rivoluzionando il sapere medico, emerge una nuova figura di medico; non esiste quasi più il “dottore” decisionista e autoritario di qualche tempo fa al quale si affidava completamente la tutela della salute; al contrario, nasce oggi un “nuovo medico” pronto a recepire il bisogno soggettivo di quanti necessitano di comunicare con lui per condividere scelte operative e piani terapeutici.

Anche il Pediatra ,che per scelta di specializzazione è un medico del tutto particolare,viene ad essere coinvolto doppiamente in questa nuova figura professionale in quanto oltre a dover comunicare spesso con l’intero nucleo familiare, dovrà considerare come interlocutore anche il bambino che in quanto tale, condizionerà le scelte di stile comunicativo e dialogico.

Oggi viene richiesto al Pediatra di saper interagire in modo ottimale con i genitori ai quali spettano decisioni che riguardano la salute dei propri figli non trascurando però il valore dell’autonomia decisionale del minore, soprattutto se in età adolescenziale.

Questa nuova cultura dell’attenzione e della comunicazione, richiederà pertanto molta disponibilità da parte del Pediatra e nello stesso tempo saranno necessari luoghi e strumenti idonei  per una  corretta informazione.

La comunicazione dunque è divenuta un nuovo strumento di professionalità, importante non solo nel caso di malattie a prognosi severa  ma anche nel caso di malattie più banali o di disagi psicofisici o ancora in caso di richiesta di consigli per un corretto regime alimentare: il nuovo Pediatra dunque per far fronte a questa nuova organizzazione della propria attività, deve modificare il suo modo di essere.

Un autentico Pediatra per la società, sia che operi in Ospedale che sul Territorio o nelle Scuole, per tutelare la salute dei suoi assistiti, dovrà fare “ proprio “ il concetto che la giusta comunicazione è un insostituibile metodo per operare nel migliore dei modi .

Inoltre il Pediatra, in quanto tale, è cosciente del fatto che dovrà sviluppare comportamenti e modalità di contatto professionali molto diverse da quelle che caratterizzano il rapporto medico-paziente adulto; quindi consapevole del fatto di dovere profondo rispetto al bambino (maxima debetur pueri reverentia),  dovrà impegnarsi nel quotidiano a garantire a tutti indistintamente una salute sociale intesa nel senso di benessere globale, fisico e psichico, favorendo tutto ciò che può rendere più accettabile al bambino il suo stato di malattia.

Il Pediatra in particolare dovrà impegnarsi in tutto ciò più di qualsiasi altro medico e in modo adeguato alle età del bambino che non è un piccolo adulto ma presenta peculiarità che derivano soprattutto dal fatto che si tratta di un organismo in continuo divenire.

Il benessere di ogni bambino è notevolmente condizionato dall’ambiente in cui esso vive:

la famiglia innanzitutto, poi l’istituzione scolastica e l’ambiente ospedaliero e assistenziale in genere;dunque Famiglia, Scuola e Ospedale sono gli ambienti dove va ricercata la migliore cura:

assicurare semplicemente al bambino la prevenzione e la guarigione delle malattie  oggi non basta più, va loro assicurata la felicità dell’ambiente in cui vive.

La famiglia in questa ottica riveste riveste un ruolo molto importante; già nella società greca e in quella romana, la famiglia era il luogo dove i figli venivano allevati perché divenissero forti per servire la Patria; nella nostra cultura occidentale la famiglia  deve essere considerata come una struttura socio affettiva solida, unita , sicura e quindi protettiva nei confronti del bambino la cui personalità verrebbe a soffrire inevitabilmente qualora il bambino venisse rimosso dal suo ambiente o in altri modi privato di esso.

La non conoscenza di un profondo problema psicologico inoltre, può influire in modo negativo sullo sviluppo fisico e sulla personalità del bambino.

Nella società di oggi i Pediatri  spesso vengono a trovarsi a confronto con i figli dei genitori divorziati o peggio dei genitori in continuo contrasto tra loro; da non sottovalutare poi il problema  di tutti quei bambini accolti in nuove famiglie in quanto adottati.

La famiglia instabile con i genitori in abituale e drammatico disaccordo, produce non pochi problemi psicologici ai bambini, tanto da costringere gli stessi genitori a rivolgersi abbastanza spesso a figure professionali competenti; il ruolo del Pediatra in questi casi riveste ancora una volta una funzione delicata e importante:egli si deve fare promotore della presa in carico del bambino con problemi.

(A seconda delle aree geografiche interessate da vari studi, è stato calcolato un disagio psicosociale che varia dal 2 al 20%)

E’ fondamentale inoltre in queste situazioni che il Pediatra sappia distinguere le componenti somatiche e psichiche di ogni caso, cercando di interpretare al meglio il disagio psichico sociale che ne deriva, stando vicino al bambino e all’ambiente che lo circonda.

In queste situazioni di così dette ” famiglie a rischio”, il Pediatra deve collocarsi come difensore del bambino e proporsi come figura di riferimento e sostegno , mai complice ma sempre disponibile soprattutto nei confronti di quei pazienti che vivono quella particolare età che si chiama adolescenza.

EriK EricKson ha scritto:”Ogni adulto, qualunque sia il suo ruolo o la sua personalità è stato un tempo piccolo;e il senso di questa piccolezza rimane dentro di lui come un substrato indelebile. Ogni suo trionfo dovrà confrontarsi con questa sensazione e ogni sua sconfitta ne sarà una conferma”

Il nuovo Pediatra per rimanere al passo con i tempi, deve necessariamente accedere alle conoscenze che la moderna Pediatria porta avanti fra genetica e biomanipolazioni, fra diagnostica per immagini e terapie intensive; ma il moderno Pediatra, di fronte a qualsiasi progresso dovrà sempre difendere il bambino e le sue potenzialità maturative rispettando innanzi tutto la sua qualità di vita socio-ambientale.

Problemi di adattamento e disagio  possono insorgere anche nel momento in cui il bambino entra nella scuola quando è chiamato ad acquisire le basi di lettura, scrittura e calcolo ,quindi ad orientare la sua energia psichica e mentale nella funzione di  apprendimento.

E’ compito del Pediatra, coadiuvato da altri operatori sanitari, intervenire nel sospetto di possibili turbe, ed  è il Pediatra che dovrà prendersi cura del disagio del bambino ed eventualmente della sua famiglia, collaborando con altri specialisti del settore(neuropsichiatra,psicologo,logopedista).

In considerazione dell’importanza che possono assumere tali problemi nella vita relazionale del bambino,sarà proprio la preparazione culturale del Pediatra e la sua sensibilità, a produrre il migliore aiuto al bambino, esaltando al meglio il valore della  particolare specializzazione.

In ambito ospedaliero; il Pediatra dovrà fornire al bambino l’assistenza medica migliore: l’ospedalizzazione costituisce sempre un evento traumatico per il piccolo paziente e l’impatto con l’ambiente provoca sempre un vissuto di deprivazione che si unisce a un profondo senso di alienazione. Rifacendosi ai concetti fondamentali contenuti nella Carta Europea dei Diritti dei Bambini Ospedalizzati, approvata dal Parlamento Europeo, le  regioni italiane hanno emanato in proposito leggi che contengono norme di salvaguardia dei diritti del bambino.

Secondo la Legge Regionale Toscana n°.36/83. le USL devono adeguare le strutture dei presidi e modificare l’ organizzazione degli stessi per rispettare le esigenze affettive,espressive ed educative del bambino.

Il Pediatra pertanto dovrà farsi partecipe di tutti i progetti che prevedano la realizzazione di ambienti arredati, colorati e luminosi per le necessità ludiche dei bambini.

“Privato del gioco, il bambino è come prigioniero, tagliato fuori da tutto ciò che rende la vita reale e  ricca di significato. L’impulso di creare e raggiungere obiettivi, di lavorare giocando, permette al bambino di crescere nel corpo e nello spirito”(OMS per la prima Infanzia).

In sintonia con l’iniziativa intrapresa in molti Ospedali europei e italiani, anche l’U.O. di Pediatria di Grosseto che mi vede routinariamente coinvolto nell’assistenza ai bambini malati, si è fatta sostenitrice  della così detta clown-terapia: personale addestrato e competente, periodicamente viene a visitare i bambini ospedalizzati intrattenendoli e facendoli divertire.

L’umorismo è inteso come divertissement, momento ludico gioioso di serenità, creatività ed evasione dalla triste e angosciosa realtà ospedaliera.

Inoltre il  Pediatra dovrà sostenere il diritto del bambino ad essere trattato con tatto e comprensione rispettando sempre la sua intimità e cercando di garantirgli durante il periodo di ospedalizzazione la formazione scolastica di cui necessita.

Si impone dunque per il Pediatra quella nuova cultura dell’infanzia e quel modo di “sentire” e di “diffondere l’ideale del servire” che è  tipico proprio  di ogni spirito rotariano.

E’ stato detto che il Pediatra è qualcuno che ha scelto di camminare sulle strade dei bambini, attento più di altri al loro passo, capace di percepire le richieste di aiuto, di rintracciare senso e bisogno dei messaggi più indecifrabili; per questo dovrà esser capace di cogliere l’invocazione sul volto del bambino e dovrà privilegiare soprattutto l’assistenza intesa nel senso di amore, presenza, disponibilità e amicizia.

Infine mi piace ricordare a quanti (medici,psicologi, genitori, legislatori, amministratori) si occupano della tutela dell’infanzia, come l’OMS raccomandi di gestire la salute dei bambini in senso “globale” e sottolinei l’importanza di  orientarsi più al “prendersi cura” che alla “cura” del malato.

In questo senso possiamo affermare che la medicina ormai  ha superato la tradizionale dicotomia psiche-soma ed è passata  ad esercitare interventi che non influiscono negativamente sui processi evolutivi del bambino poiché tengono in seria considerazione il suo intero ambito relazionale:famiglia,gioco,scuola, ospedale.

A conclusione di tutto ciò, credo di poter  affermare senza ombra di smentita, che la crescita

degli Ospedali Pediatrici ma soprattutto la riqualificazione della figura del Pediatra, proiettato nell’ottica odierna con le sue implicazioni etiche e bioetiche, rappresentano per la nostra convulsa società, uno degli aspetti più importanti della rivoluzione culturale sanitaria.

 

La cultura di un popolo si misura dall’attenzione che presta alle cure dei propri bambini

(J.Rousseau)

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Novembre 2012 09:08