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Poesie e scritti
Versi di Korczak PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Adalberto Campagna   
Lunedì 11 Giugno 2012 17:45

Dite: è faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perchè bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.

Ora avete torto. Non è questo che piu' stanca. E' piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all'altezza dei loro sentimenti.

Tirarsi,  allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.

Per non ferirli.

(Jamusz Korczak, pedagogo, pediatra, scrittore. Varsavia 22 Luglio 1878 - Campo di sterminio di Treblinka 6 Agosto 1942)

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Giugno 2012 17:55
 
Cuore di mamma PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Adalberto Campagna   
Martedì 01 Maggio 2012 17:36

Un ragazzo, figlio di madre vedova, diventa un assassino e viene condannato a morte. La notte prima dell'esecuzione, compare il diavolo che gli propone un patto e dice: "Se mi porterai prima di mezzanotte il cuore di tua madre, sarai libero".

Il ragazzo accetta. Allora il diavolo lo fa evadere e il ragazzo corre subito a casa; qui uccide la madre nel sonno e le strappa il cuore! Poi col cuore in mano, corre dal diavolo, corre sempre piu' perchè la mezzanotte è prossima ma inciampa cadendo per terra.

Il cuore rotola nella polvere, si gira e gli chiede: "Figghiu, male ti facesti?"

(Favola  siciliana)

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Maggio 2012 17:51
 
Il piu' grande fiore del mondo PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Adalberto Campagna   
Lunedì 26 Dicembre 2011 10:23

Le storie per l'infanzia devono essere scritte con parole molto semplici, perchè i bambini sono ancora piccoli, e quindi conoscono poche parole e non amano usare quelle complicate. Magari sapessi scrivere storie così, ma non sono mai stato capace di imparare, e mi dispiace.  E poi, bisogna saper scegliere le parole, occorre un certo nonsochè per raccontare, una maniera molto diretta e molto chiara, una pazienza infinita. E a me manca quanto meno la pazienza, cosa di cui chiedo scusa. Se avessi tutte queste qualità, potrei raccontare, nei particolari, una storia bellissima che un giorno ho inventato, ma che come leggerete qui, è solo il riassunto di una storia, che si dice in due parole... E scusate la vanità se ho addirittura pensato che la mia sarebbe stata la piu' bella di tutte le storie mai scritte dall'epoca dei racconti di fate e belle addormentate... Quanto tempo è passato da allora! nella storia che avrei voluto scrivere, ma non ho scritto, c'era un villaggio. ( Ora verrà fuori qualche parola difficile, ma chi non la conosce dovrà andare a vedere sul dizionario o domandare al maestro.). Niente paura, pero', per chi non capisce le storie fuori dalle città, neppure per ragazzi: il mio eroe-bambino vive le sue avventure fuori dal pacifico paese in cui vivono i genitori, una sorella suppongo, forse un rimasuglio di nonni, e qualche altro parente qua e là di cui non c'è notizia. Già nella prima pagina il ragazzino esce dal giardino sul retro e di albero in albero, come un cardellino, arriva al fiume e poi lo discende, in quel gioco infinito che il tempo sublime, ampio e profondo dell'infanzia ha concesso a noi tutti... A un certo punto arrivo' al limite delle terre fin dove si avventurava da solo. Da lì in avanti cominciava il pianeta Marte, un effetto letterario di cui lui non è responsabile, ma con cui l'autore pensa oggi di poter far quadrare la frase. Da lì in avanti, per il nostro ragazzino, una sola sarà la domanda tutt'altro che letteraria: " Vado o non vado?".  E ando'. Il fiume faceva una curva larga, si allontanava, e del fiume lui era già un po' stufo, tanto ne aveva visto da quando era nato. Decise di tagliare dritto per i campi, fra le distese di ulivi, ora costeggiando misteriose siepi coperte di campanule bianche, e a volte addentrandosi nei boschi di alti frassini dove c'erano delle radure senza la minima traccia di persone o animali, e intorno un silenzio che ronzava, e anche un calore vegetale, un profumo di stelo spremuto di fresco come una vena bianca e verde. Com'era felice il ragazzino! Cammina, cammina, gli alberi erano sempre piu' radi e adesso c'era una brughiera pianeggiante, con una vegetazione secca e spelacchiata, e lì in mezzo un'inospitale collina rotonda come una scodella rovesciata. Il ragazzino si arrampico' a fatica sul pendio e quando arrivo' lassu' in cima, che cosa vide?  Nè la sorte nè la morte, e neppure le tavole del destino... C'era solo un fiore. Ma così abbacchiato, così appassito che il ragazzino si avvicino', stanco. E siccome questo ragazzino era l'eroe della storia, pensò che doveva salvare il fiore.  Ma l'acqua dov'è?. Lassù in cima, neanche una goccia. Quaggiù, soltanto il fiume, e com'era lontano!...Scende il ragazzino giù dalla montagna, attraversa il mondo intero, arriva al grande fiume Nilo, con le mani a conca raccoglie tutta l'acqua che c'entrava, di nuovo attraversa il mondo, si arrampica su per il pendio, arrivano le tre gocce rimaste, se le beve il fiore assetato. Venti volte avanti e indietro, centomila viaggi sulla Luna, il sangue sui piedi scalzi, ma il fiore, ben eretto ormai profumava l'aria, e come se fosse una quercia spandeva la sua ombra sul terreno. Il ragazzino si addormento' sotto il fiore.  Passarono le ore e i genitori, come capita di solito in questi casi, si preoccuparono moltissimo.  Tutta la famiglia, seguita dai vicini, uscì in cerca del ragazzino smarrito. E non lo trovarono.  Corsero ovunque, piangendo tanto, ed era quasi il tramonto quando, alzando gli occhi, videro in lontananza un fiore enorme  che nessuno ricordava che fosse lì. Partirono tutti di gran carriera, salirono sulla collina e trovarono il ragazzino addormentato.  Sopra di lui a proteggerlo dal fresco della sera, c'era un grande petalo profumato, con tutti i colori dell'arcobaleno. Il ragazzino fu portato a casa, circondato dal massimo rispetto, come il frutto di un miracolo. Quando poi passava per la strada, tutta la gente diceva che aveva lasciato il villaggio per andare a fare una cosa che era ben piu' grande della sua altezza e di tutte le altezze. E questa è la morale della storia. Ecco il racconto che avrei voluto raccontare  Mi dispiace tanto di non saper scrivere storie per ragazzi.  Ma almeno ora sapete come sarebbe stata la storia e potrete raccontarla in maniera diversa, con parole più semplici delle mie, e forse un domani saprete scrivere storie per ragazzi... Chissà se un giorno mi capiterà di leggere di nuovo questa storia, scritta da te che mi stai leggendo, ma molto più bella?...

 

di Jose' Saramago ( Azinhaga 16 Novembre 1922- Tias 18 Giugno 2010)

scrittore, poeta portoghese, premio Nobel per la Letteratura 1998

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Dicembre 2011 12:39
 
Se PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Adalberto Campagna   
Giovedì 06 Gennaio 2011 17:41

Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno

la perdono, e se la prendono con te;

se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,

ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare;

se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;

se sai non ricambiare menzogna con menzogna,

odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,

e a evitare di far discorsi troppo saggi;

se sai sognare, ma dai sogni sai non farti dominare;

se sai pensare, senza fare dei pensieri  il tuo fine;

se sai trattare nello stesso modo due impostori,

Successo e Sconfitta , quando ti capitano innanzi;

se  riesci a sopportare di sentire le verità che tu hai detto,

distorte dai furfanti che ne fanno trappole per sciocchi o

vedere le cose per le quali tu hai dato la vita, distrutte

e umilmente, ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

se  riesci a fare  delle tue vittorie, e rischiarle in un solo colpo a testa

o croce, e perdere, e ricominciare da capo, senza dire mai una parola

su quello che hai perduto;

se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi  nervi, i tuoi polsi a sorreggerti,

anche dopo molto tempo che non te li senti piu',

tranne la tua volonta' che ripete ...resisti;

se sai parlare alle folle senza sentirti re,

o intrattenere i re parlando francamente,

se nè amici nè nemici riescono a ferirti,

se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo;

se riesci ad occupare il tempo inesorabile dando valore a ogni istante della vita,

il mondo è tuo, con tutto cio' che ha dentro,  e  quel che piu' conta,

sarai un Uomo, figlio mio.

 

di Rudyard Kipling  ( Bombay 30 Dicembre 1865- Londra 18 Gennaio 1936) Scrittore e poeta britannico nato in India la cui opera piu' nota è il racconto per ragazzi "il libro della giungla" (1894)

Premio Nobel nel 1907 per la Letteratura

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Dicembre 2011 12:15
 
I Bambini imparano cio' che vivono PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Adalberto Campagna   
Giovedì 06 Gennaio 2011 17:29

Se i bambini vivono con le critiche, imparano a condannare

Se i bambini vivono con ostilità, imparano a combattere

Se i bambini vivono con la paura, imparano ad essere apprensivi

Se i bambini vivono con la pietà, imparano a commiserarsi

Se i bambini vivono con il ridicolo, imparano ad essere timidi

Se i bambini vivono con la gelosia, imparano a provare invidia

Se i bambini vivono con la vergogna, imparano a sentirsi colpevoli

Se i bambini vivono con l'incoraggiamento, imparano ad essere sicuri di sè

Se i bambini vivono con tolleranza, imparano a essere pazienti

Se i bambini vivono con la lode, imparano ad apprezzare

Se i bambini vivono con l'accettazione, imparano ad amare

Se i bambini vivono con l'approvazione, imparano a piacersi

Se i bambini vivono con il riconoscimento, imparano che è bene avere un obiettivo

Se i bambini vivono con la condivisione, imparano ad essere generosi

Se i bambini vivono con l'onestà, imparano ad essere sinceri

Se i bambini vivono con la correttezza, imparano cos'è la giustizia

Se i bambini vivono con la gentilezza e la considerazione imparano il rispetto

Se i bambini vivono con la sicurezza, imparano ad avere fiducia in se stessi e nel prossimo

Se i bambini vivono con la benevolenza, imparano che il mondo è un bel posto in cui  vivere

 

 

di Dorothy Law Nolte ( California 12 Gennaio 1924- California 13 Novembre 2005) insegnante, pedagogista.

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Dicembre 2011 12:42
 
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